Consigli

Lo storico manutentivo

Cosa è e perché è importante

E se l’auto che stai per comprare fosse un bidone?

Come fai a sapere se la vettura è in buone condizioni, se non sei un meccanico?

A seguire ti fornirò delle indicazioni e delle nozioni, per aiutarti nella valutazione.

Se è vero che esistono modelli più riusciti di altri (vedi a tal proposito il mio articolo Affidabilità), il modo con cui un’auto è stata utilizzata fa la differenza.

Quindi, è fondamentale conoscere come la vettura che ti interessa è stata usata e come è stata mantenuta.

Condizioni d’uso

Le condizioni di utilizzo possono accelerare o rallentare l’usura di un veicolo.

Tipici usi gravosi sono:

  • uso prevalente in città;
  • uso prevalente per brevi spostamenti;
  • uso frequente con traino o a pieno carico;
  • uso in condizioni di clima particolarmente rigido.

Cerca dunque di capire, parlando con il venditore, come è stata usata la vettura.

Condizioni di manutenzione

E’ davvero importante che il veicolo sia stato sottoposto agli interventi manutentivi prescritti dalla casa produttrice, secondo gli intervalli chilometrici previsti.

Ma come fai a sapere che manutenzione è stata effettuata?

Devi chiedere al venditore di mostrarti il libretto dei tagliandi o le fatture degli interventi.

Negli annunci la disponibilità di questa documentazione è spesso evidenziata con la dicitura “cronologia tagliandi” o “tagliandi certificati”.

Vediamo di cosa si tratta.

Il libretto dei tagliandi è un libretto in dotazione alla vettura, che contiene degli spazi dove l’officina, di volta in volta, annota:

  • gli interventi effettuati;
  • il chilometraggio della vettura;
  • la data;
  • il proprio timbro.

In alternativa, le fatture vanno bene lo stesso perché riportano gli stessi dati.

Lo stato d’uso meccanico

E se non ci sono né il libretto né le fatture?

Se il proprietario non ha conservato evidenza scritta della manutenzione effettuata, ma si è recato sempre presso la stessa officina, chiedigli di farsi inviare dal suo meccanico una stampata dei lavori eseguiti. Le chiavi di molte vetture moderne consentono infatti la memorizzazione degli interventi d’officina.

Laddove anche questo non fosse possibile, ti consiglio di chiedere al venditore uno “stato d’uso meccanico”. In pratica, si tratta di un documento con cui un’officina, dopo aver esaminato la vettura, ne certifica le condizioni dal punto di vista della meccanica.

Esistono anche società che offrono questo tipo di servizio, come ad esempio Certificauto (vedi il mio post Privato o Concessionario?).

Se non riesci in alcun modo a farti dimostrare la manutenzione eseguita sulla vettura, ti consiglio di passare oltre e cercare un altro esemplare.

Il rischio di incorrere in problemi con le vetture che non sono state regolarmente sottoposte a manutenzione è elevatissimo, tanto più elevato quanto maggiore è il chilometraggio della vettura.

L’esame della cronologia tagliandi

C’è però un altro problema. Se disponi della cronologia tagliandi, come fai a sapere se va bene?

In altre parole, quali sono gli interventi che non devono mancare?

Attenzione: gli interventi che sto per indicarti non sono tutti gli interventi necessari per il buon funzionamento dell’auto, ma solo quelli che è indispensabile verificare perché, se trascurati, possono generare guasti molto costosi o pregiudizievoli della vita dell’auto.

La prima cosa che devi verificare sono i cambi di olio e filtro olio. E’ la cosa più importante ed è determinante per la vita del motore.

Gli intervalli prescritti per il cambio variano da modello a modello, ma normalmente sono ogni 15.000 o 20.000 km.

Le vetture di fascia più alta usano quasi sempre olii cosiddetti long life, cioè olii molto fluidi progettati per una durata superiore.

Anche in questo caso, però, gli intervalli non dovrebbero superare i 25.000 km.

Ricordati che sulle vetture diesel l’olio si sporca di più, per cui i cambi dovrebbero essere più ravvicinati che su un benzina.

Devi sapere che il deterioramento dell’olio non è influenzato solo dai chilometri percorsi, ma anche dall’uso e dal semplice passare del tempo.

Cerca di capire come e dove è stata usata la vettura. Frequenti tragitti brevi, cioè a motore freddo, usurano di più l’olio di tragitti lunghi e quindi con l’olio a temperatura.

Diffida di cambi olio effettuati con intervalli troppo lunghi.

Di solito, insieme con il cambio dell’olio e filtro olio si sostituisce anche il filtro dell’aria. Controlla dunque che sia presente anche questo intervento.

Se la vettura è dotata di cambio automatico con convertitore ed ha più di 100.000 km, non dovrebbe mancare un intervento di sostituzione dell’olio e del relativo filtro del cambio. E’ questo un argomento assai dibattuto, in quanto alcune case sostengono che l’olio contenuto all’interno del cambio sia eterno.

Dopo aver parlato con titolari di officine ed essermi informato in merito, posso dirti che non è così. Tra i 70.000 e i 100.000 km è opportuno far sostituire olio e filtro del cambio, per preservarne il buon funzionamento.

Con il passare del tempo infatti, l’olio si deteriora e si formano limature e morchie, che a lungo andare possono causare la rottura del cambio.

L’operazione costa anche 400 Euro, ma un cambio automatico rotto ne costa migliaia, quindi occhio a questo aspetto spesso sottovalutato.

Altre operazioni di manutenzione importanti da controllare:

  • pasticche dei freni: ogni 90.000 km
  • cinghia di distribuzione (ove presente, alcune auto montano una catena): ogni 150.000-180.000 km

E se la vettura è a GPL o a metano?

Le vetture a GPL e a metano richiedono di solito intervalli di manutenzione più ravvicinati, in occasione dei quali si effettuano degli specifici controlli aggiuntivi.

Per le vetture a metano, in aggiunta alla manutenzione che ti ho appena descritto, devi controllare che sia stata eseguita la manutenzione periodica delle bombole.

Gli intervalli, a partire dalla data di installazione dell’impianto, variano a seconda del tipo di bombole:

  • omologate DGM: ogni 5 anni
  • omologate R110 ECE/ONU: ogni 4 anni
  • omologate R110 ECE/ONU tipo IV in composito: dopo i primi 4 anni e poi ogni 2

Queste informazioni e la data di scadenza del collaudo le trovi sul cartellino plastificato GFBM, che il venditore deve avere. Le trovi anche riportate sul collo di ogni bombola.

Per le vetture a GPL, la legge prescrive la sostituzione delle bombole dopo 10 anni.

In occasione di ogni tagliando, verifica che siano state controllate le valvole, perché questo componente è particolarmente delicato sulle vetture alimentate a GPL.

Controllo di coerenza

Fai attenzione! Verifica che i documenti di manutenzione siano coerenti con l’età e il chilometraggio della vettura!

Mi spiego meglio: se hai davanti una vettura di 6 anni e la manutenzione si concentra sui primi 4 anni, mentre è assente negli ultimi due, domandati perché. Vedi quanti chilometri l’auto ha percorso in media ogni anno nei primi 4 anni e poi vedi quanti ne ha percorsi negli ultimi due. Ha cambiato proprietario? Il proprietario è lo stesso ma ha cambiato lavoro e ha smesso di usare la vettura? 

Usa la testa e verifica che la documentazione che ti sottopongono abbia un senso logico. Lo storico manutentivo deve coprire l’intero arco di vita della vettura, non solo una parte.

Il chilometraggio

Il controllo della cronologia tagliandi è utile anche perché ti permette di verificare l’effettivo chilometraggio della vettura. I chilometri annotati ad ogni intervento ti consentono, infatti, di vedere la percorrenza annua della vettura.

A tal proposito, dallo scorso anno le officine che effettuano la revisione degli autoveicoli devono annotare anche i chilometri rilevati all’atto della revisione. Da qualche mese il chilometraggio rilevato in sede di revisione viene anche riportato sull’adesivo apposto sulla carta di circolazione.

Il controllo della revisione si può effettuare su internet, inserendo il numero di targa, al seguente link: https://www.ilportaledellautomobilista.it/web/portale-automobilista/verifica-ultima-revisione

Lo scorso 21 maggio sarebbero poi dovute entrare in vigore le nuove norme per la revisione, che prevedono l’obbligo per l’operatore di consegnare un verbale di revisione. La nuova data di entrata in vigore è slittata al 31 marzo 2019: a partire da quella data, si riceverà un attestato che riporterà, oltre al chilometraggio della vettura, anche la segnalazione di eventuali criticità riscontrate. Sarà un ulteriore strumento di verifica per l’automobilista in cerca di un buon usato.

Se la vettura che stai considerando ha uno storico manutentivo comprovato, puoi essere ragionevolmente sicuro che non incontrerai problemi, anche se la vettura – magari – non è più giovanissima.

E tu, conservi lo storico manutentivo della tua auto? Se lo fai, ti tornerà utile al momento di rivenderla!

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