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Blockchain

Come il nuovo database distribuito cambierà il mondo dell'auto

Dici blockchain e associ subito questa parola al mondo dei bitcoin, delle criptovalute. E infatti, la registrazione di tutte le transazioni in questo campo sfrutta proprio questa tecnologia. Ma che cosa è esattamente blockchain e in che modo influenzerà il mondo dell’automotive?

Cercherò di fare chiarezza raccontandoti i contenuti di un interessantissimo webinar che ho seguito qualche settimana fa, organizzato da MOBI (Mobility Open Blockchain Initiative).

Ma andiamo con ordine.

Cosa è la blockchain

Intervistata da Digital4Executive, Marcella Atzori, esperta di blockchain governance e ricercatrice presso l’University College of London, definisce la blockchain come un “sistema di tracciatura e verifica di identità, proprietà, transazioni o eventi digitalizzati di qualsiasi tipo”.

Mauro Bellini, direttore della testata specializzata blockchain4innovation.it, descrive la blockchain come “un database condiviso, decentralizzato, distribuito e criptato con precise regole di sicurezza”.

Matthew Jones, responsabile blockchain della IBM Services, ne parla così: un algoritmo in grado di collegare una serie di blocchi di dati in una concatenazione non violabile, e in grado di condividere questi blocchi di dati attraverso una rete di computer distribuiti.

Dunque blockchain è un registro digitale, un libro mastro online, in grado di memorizzare lo storico di operazioni e processi di varia natura.

Come funziona la blockchain

I processi memorizzati dal registro sono suddivisi, appunto, in “blocchi”. I blocchi sono registrati in una “catena”, la cui corretta sequenza è garantita da “timbri virtuali” chiamati hash.

Ogni hash è, in pratica, un timbro digitale crittografato che identifica il singolo blocco e lo lega sequenzialmente al precedente.

La peculiarità di questo registro di transazioni consiste nel non essere residente presso un unico server, ma nell’essere distribuito in rete presso una serie di “nodi”, vale a dire i computer su cui il software è installato e che contribuiscono a creare fisicamente la rete di immagazzinamento dei dati.

I nodi, però, non si limitano a fornire memoria per le transazioni: garantiscono anche l’autenticità e la veridicità delle transazioni, perché ogni nodo deve verificare e approvare tutte le transazioni precedenti.

Il grafico a seguire, tratto dal sito di Mauro Bellini, mostra il funzionamento della blockchain.

Schema di funzionamento di blockchain

I plus della blockchain

Chris Ballinger, CEO e co-fondatore di MOBI insieme con Dave Luce, riassume così i due vantaggi chiave di blockchain:

  1. garantisce l’identità degli attori coinvolti nelle operazioni;

  2. garantisce l’integrità delle transazioni.

In un mondo in cui il cosiddetto “internet delle cose” si diffonde sempre di più, le garanzie offerte dalla blockchain sono essenziali e ne favoriranno l’adozione su larga scala.

Così come è accaduto con la posta elettronica o gli smartphone, l’adozione di blockchain da parte di un numero crescente di operatori la renderà sempre più indispensabile.

La struttura a rete e il peculiare sistema di validazione delle transazioni rendono la blockchain molto interessante, per coloro che hanno necessità di condividere informazioni tracciate e sicure con una molteplicità di partner.

Per questo motivo, le aziende che si occupano di mobilità hanno iniziato ad esplorare le possibili applicazioni di questa tecnologia in ambito automotive.

La Mobility Open Blockchain Initiative

La MOBI (Mobility Open Blockchain Initiative) è un consorzio no profit che ha come scopo la promozione di standard comuni per l’adozione di blockchain tra gli operatori nel campo della mobilità.

Ne fanno parte costruttori di veicoli, compagnie assicurative, aziende di trasporto pubblico, municipalità.

Tra i brand più in vista, troviamo GM, BMW, Ford, Bosch, ZF, Denso, Renault, Faraday Future, Accenture.

Ma quali sono concretamente gli ambiti di applicazione, dove l’uso della blockchain potrebbe dischiudere nuovi scenari?

Possibili applicazioni della blockchain in ambito automotive

In linea generale, qualsiasi processo che richieda la certificazione, o per meglio dire (per fare un esempio vicino alla nostra esperienza quotidiana) la tracciabilità della filiera, si presta ad essere gestito tramite blockchain.

Alcuni esempi:

  • controllo e tracciatura della componentistica per la gestione dei richiami

  • certificazione dello storico di una vettura

  • gestione di piattaforme commerciali

  • gestione di flotte in car sharing (autorizzazione accessi utenti)

  • gestione di assicurazioni e altri servizi pagati al consumo

  • gestione di pagamenti per ricarica elettrica o parcheggio

  • gestione della mobilità con guida autonoma

L’utilizzo della blockchain in questi ambiti sta già muovendo i primi passi. IBM, ad esempio, sta lanciando una sperimentazione con la società di distribuzione olandese Koopman, che dispone di una flotta di camion bisarca per il trasporto vetture. Il questo caso, blockchain è utilizzata per condividere, tra gli attori coinvolti, le informazioni sui movimenti dei veicoli in viaggio da Rotterdam verso i concessionari di tutta Europa.

Sempre IBM sta collaborando con alcuni costruttori di auto per tracciare il software installato sui veicoli e monitorare, ad esempio, lo stato d’uso di ogni componente di un veicolo: si tratta di un ambito di applicazione molto interessante, ad esempio, per le compagnie di leasing o noleggio.

È facile intuire quanto la blockchain potrebbe venire in aiuto al consumatore se diventasse possibile tenere traccia, in un unico registro condiviso e inviolabile, del chilometraggio e della manutenzione di ogni vettura. Sarebbe la fine delle truffe costruite sui chilometri scalati.

In un tweet di oltre un anno fa, Bosch annunciò lo sviluppo di un piccolo dispositivo, in grado di inviare periodicamente la lettura del contachilometri dell’auto al registro condiviso su blockchain. Tramite un’app, il potenziale acquirente può verificare la corrispondenza del chilometraggio che compare sul display della vettura con quello registrato in rete.

Tweet Bosch del 21 marzo 2017

Secondo Naghmana Majed, Industry Leader Automotive di IBM, la tracciabilità della vita di ogni componente della vettura, e del chilometraggio della stessa, aprirebbe agli istituti assicurativi la possibilità di offrire quotazioni personalizzate in base alle condizioni del veicolo. D’altra parte, consentirebbe alle case costruttrici di gestire i richiami inviando un messaggio direttamente sulla plancia dei veicoli interessati.

Il Toyota Research Institute sta invece lavorando su una piattaforma di car sharing basata, appunto, su blockchain.

Nel futuro della guida autonoma, blockchain potrà essere utilizzata per garantire l’identità dei veicoli su strada, consentendo – ad esempio – transazioni in criptovaluta per l’acquisto di servizi.

E tu, pensi che blockchain diventerà il nuovo standard di comunicazione nell’era di ”internet delle cose”?

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