Epic fails

Renault Avantime

Il flop della monovolume che voleva essere una coupé

Alla fine degli anni ’90, la gamma Renault comprende un’ampia offerta di modelli.

In particolare, la casa si cimenta con successo nel settore delle monovolume, ambito in cui è presente con ben 4 proposte di grande successo:

  • la piccola e simpatica Twingo

  • la polivalente furgonetta Kangoo

  • la media Mégane Scenic

  • la grande ammiraglia Espace, giunta alla terza generazione.

Non stupisce, quindi, che al Salone di Francoforte del 1999 la Régie cerchi di catturare l’attenzione dei visitatori con una ulteriore declinazione del concetto di vettura monovolume.

Un prototipo fuori dagli schemi

Il prototipo esposto al pubblico, la Avantime, è assolutamente anticonvenzionale: è una monovolume di dimensioni generose, ma ha solo 3 porte e 4 posti. In più, la carrozzeria presenta soluzione stilistiche estreme, specialmente nel disegno dei gruppi ottici e nel taglio spezzato del portellone posteriore.

È una vettura che sembra voler riunire in sé lo spirito di una sportiva, il comfort di una vettura da viaggio, e la versatilità di una monovolume.

Il mix davvero curioso proposto dalla Avantime cattura l’attenzione del pubblico e della stampa specializzata, e Renault decide di dare un seguito produttivo a questo stravagante prototipo.

L’assunto di partenza è che, non essendoci nulla di simile sul mercato, la vettura intercetterà un pubblico dotato di buona capacità di spesa, ma in cerca di un’alternativa alle tradizionali berline tedesche di alta gamma.

La vettura di serie

La produzione della Avantime prende così il via nel 2001, riproponendo il coraggioso design del prototipo con poche, lievissime variazioni di dettaglio.

Rimane il taglio di portellone e gruppi ottici, rimangono le grosse portiere con cristalli senza cornice (come in una coupè), rimane l’abitabilità per 4 passeggeri (anche qui, come in una coupè).

Rimane, infine, l’originale – quanto inutile – sistema di apertura degli sportelli a doppia articolazione (una sulla scocca, l’altra interna alla porta), che dovrebbe facilitare l’accesso a bordo quando lo spazio per aprire le grosse portiere è ridotto.

La struttura ricalca la soluzione usata per l’Espace prima serie, con telaio in acciaio e pannelli in vetroresina.

Dal punto di vista meccanico e telaistico, invece, la Avantime è del tutto convenzionale e si basa sulla contemporanea Espace III serie.

Si tratta quindi di una macchina imponente (4,6 metri di lunghezza, 1,8 di larghezza e 1,6 di altezza) e soprattutto pesante (oltre 1.700 kg).

A smuoverla è chiamata una motorizzazione in linea con le ambizioni della vettura, un 3.000 V6 benzina da 210 cv.

Il riscontro del pubblico

Se l’originalità delle forme aveva richiamato l’attenzione al Salone di Francoforte, quando si tratta di metter mano al portafogli il pubblico si dimostra, da subito, gelido.

Renault corre ai ripari, proponendo due motorizzazioni più umane e più in linea con le reali caratteristiche della vettura, un 2.000 turbo benzina da 165 cv e soprattutto un diesel 2.200 common-rail da 150 cv.

L’idea è quella di spingere sull’indole confortevole della vettura più che sulle prestazioni, peraltro ostacolate da peso elevato, baricentro alto, aerodinamica non favorevole e distribuzione dei pesi sbilanciata sull’avantreno.

Anche questa mossa, però, non sortisce alcun effetto e il disastro commerciale si palesa in tutta la sua gravità.

Di fatto, il mercato delle vetture di lusso non ha alcun interesse per una monovolume che gioca a fare la coupé, senza avere né la praticità della prima, né la sportività della seconda.

E così, a un anno e mezzo dall’inizio della commercializzazione e dopo appena 8.500 esemplari venduti, Renault sospende la produzione della Avantime.

L’eredità della Avantime

Pressoché introvabile (neanche 50 esemplari su Autoscout in tutta Europa!), la Avantime conserva oggi un posto d’onore, nel nutrito elenco di flop della storia dell’auto.

Eppure, all’epoca Renault credeva così tanto nel potenziale di mercato delle monovolume “originali”, che poco dopo il lancio della Avantime diede il via libera ad un suo spin-off, la Vel Satis

Quest’ultima condivideva con la Avantime la base meccanica, ma era meno estrema nelle forme e dotata anche di sportelli posteriori.

Il concept alla base della Vel Satis era offrire una berlina di lusso, sotto le vesti di una crossover. Un concept molto attuale, ma all’epoca forse troppo in anticipo sui tempi.

Anche se più fortunata rispetto alla Avantime, pure la Vel Satis fu un flop e chiuse la sua carriera qualche anno dopo, nel 2009, con poco più di 60.000 esemplari prodotti.

L’eredità stilistica della Avantime fu raccolta in parte, nel 2003, dalla nuova generazione della Mégane, che ne riprese il controverso portellone posteriore convesso, applicandolo ad una berlina compatta di media categoria. In questo caso, l’originalità stilistica pagò e fu molto apprezzata dal pubblico, decretando il successo della seconda generazione di questa vettura.

Ma questa è un’altra storia.

E tu? Sei tra i possessori di una Avantime? Raccontami la tua esperienza con questa vettura!

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