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La carta d’identità della tua auto

La carta di circolazione o libretto auto

Quando esci di casa, hai sempre con te un documento d’identità, giusto? È importante, perché quel pezzo di carta (o quella tessera) sancisce in modo inequivocabile la nostra identità. Ne abbiamo bisogno ogni qualvolta dobbiamo identificarci, e senza di esso alcune operazioni non sono possibili.

Bene, anche la tua auto ha una carta d’identità. In questo articolo, intendo esaminarla insieme a te, spiegandoti passo passo le informazioni in essa contenute.

Saper identificare e leggere i dati più importanti è fondamentale per evitare sorprese, soprattutto quando stai per acquistare un veicolo usato.

Cosa è la carta di circolazione?

La carta di circolazione, o libretto di circolazione, è la carta d’identità della vettura. È il documento che contiene tutte le informazioni necessarie ad identificare un veicolo.

È rilasciata dall’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile.

Ha l’aspetto di un foglio A4, diviso in 8 riquadri.

Prima di proseguire, devi sapere che, a partire dal 1 gennaio 2019, entrerà in vigore una nuova carta di circolazione, il cosiddetto “documento unico di circolazione”, che unirà in un unico documento la carta di circolazione e il certificato di proprietà.

Intanto, però, diamo un’occhiata alla carta di circolazione così com’è adesso.

Leggendo l’articolo che segue, troverai la descrizione di tutte le voci, riquadro per riquadro, ma poiché non tutte hanno la stessa importanza, ho evidenziato nel testo e con delle immagini quelle che sono più rilevanti per l’automobilista comune come me o te.

Riquadro 1

Il primo riquadro è dedicato alle informazioni di prima immatricolazione.

Trovi quindi la targa, la data di prima immatricolazione e i dati anagrafici del primo proprietario.

Può accadere che il proprietario della vettura e l’intestatario della stessa non coincidano, come ad esempio in caso d leasing o noleggio a lungo termine. In questo caso, prima vengono riportati i dati della società di leasing, e poi quelli del beneficiario.

Riquadro 1: dati di prima immatricolazione

Riquadro 2

Questo riquadro è molto importante, perché contiene i dati tecnici della vettura. Le voci D1, D2 e D3 riportano marca, modello e denominazione commerciale del veicolo.

Il dato E è il numero di telaio. Questo codice alfanumerico è l’identificativo del veicolo, e viene utilizzato dalle officine per rintracciare con certezza i ricambi adatti per qualsiasi riparazione. E’ fondamentale che il numero di telaio coincida con quello stampato sulla vettura (a questo dedicherò un apposito articolo).

I dati F si riferiscono alla massa del veicolo, mentre I riporta nuovamente la data di prima immatricolazione.

I dati J sono da controllare, perché identificano la tipologia di veicolo in base alla sua omologazione. Vengono usati diversi codici per identificare la tipologia di omologazione, ma per noi automobilisti quelli più frequenti sono sei:

  • M1: veicoli a motore a 4 ruote destinati al trasporto persone, con al massimo 9 posti (1 conducente e 8 passeggeri);

  • M2: come sopra, con la differenza che i posti sono più di 9 ma la massa massima è non oltre 5 tonnellate;

  • M3: come la M2, ma con massa massima superiore a 5 tonnellate;

  • N1: veicoli a motore a 4 ruote destinati al trasporto merci, con massa massima non superiore a 3,5 tonnellate;

  • N2: come sopra, ma con massa massima superiore a 3,5 tonnellate e non eccedente le 12 tonnellate;

  • N3: come N1, ma massa massima superiore a 12 tonnellate.

Le diciture più comuni sono quindi M1 e N1.

Se stai acquistando una vettura, assicurati che l’omologazione sia del tipo giusto, perché la riconversione ad un’altra categoria costa diverse centinaia di Euro e non sempre è possibile.

La voce J1 specifica a parole la destinazione d’uso del veicolo, mentre la voce J2 indica il tipo di carrozzeria secondo un codice alfabetico. I codici disponibili sono diverse decine, ma di fatto quelli più comuni sono AA (berlina), AB (berlina 2 volumi) e AF (veicolo multiuso).

Seguono le voci K, L, M, N, meno interessanti:

  • K: numero di omologazione;

  • L: numero di assi (gli assi sono l’insieme degli organi meccanici, alle cui estremità sono collegate le ruote, quindi nel caso delle vetture sono 2: asse anteriore e asse posteriore);

  • M: misura di interasse, cioè la distanza in millimetri tra l’asse anteriore e quello posteriore;

  • N: solo per gli autocarri con massa superiore a 3,5 tonnellate, riporta il massimo carico per ogni asse.

Le voci O sono rilevanti nel caso di traino di rimorchio:

  • O1: indica la massa massima rimorchiabile se il rimorchio è dotato di freni;

  • O2: massa massima del rimorchio se privo di freni.

Le voci del gruppo P si riferiscono al motore:

  • P1: cilindrata in centimetri cubici;

  • P2: potenza massima in KW;

  • P3: tipo di alimentazione (benzina, diesel, ecc.);

  • P5: numero di identificazione del motore.

La voce Q riguarda i motocicli, e specifica il rapporto tra potenza (KW) e massa (kg).

Le voci S sono legate all’omologazione e indicano in particolare:

  • S1: posti totali a sedere nel veicolo, incluso il conducente. Attenzione! Soprattutto nel caso delle vetture di piccole dimensioni, non è detto che il divano posteriore sia omologato per 3 persone; a volte lo è solo per due. In alcuni casi, lo stesso modello può essere omologato per 4 o 5 posti. Il caso più lampante è quello della piccola Panda, che può essere immatricolata per 4 o 5 persone: il divano posteriore è lo stesso, ma quello che cambia è la presenza o meno delle cinture per il passeggero centrale. Ricordati, quindi, di controllare sempre questa voce quando acquisti una vettura;

  • S2: posti in piedi nel veicolo (nel caso di bus).

Le voci del gruppo U si riferiscono alla rumorosità del veicolo in decibel, a vettura ferma e in marcia.

Le voci del gruppo V, infine, indicano le emissioni del veicolo:

  • V1: CO (g/km o g/kWh)

  • V2: HC (g/km o g/kWh)

  • V3: NOx (g/km o g/kWh) cioè gli ossidi di azoto

  • V4: HC + NOx (g/km o g/kWh)

  • V5: particolato per i motori diesel (g/km o g/kWh)

  • V6: coefficiente di assorbimento corretto per i motori diesel

  • V7: CO2 (g/km)

  • V9: classe ambientale di omologazione CE. Qui è riportata la dicitura in “legalese”, ma puoi trovare la stessa informazione in modo più semplice nel riquadro 3.

Riquadro 2: dati tecnici e di omologazione del veicolo

Riquadro 3

Questo riquadro aggiunge alcune informazioni tecniche rilevanti ai fini dell’utilizzo della vettura:

  • lunghezza e larghezza del veicolo;

  • elenco pneumatici ammessi: questa voce è molto importante, quando decidi di cambiare le gomme all’auto. Ricordati che puoi montare solo e soltanto pneumatici con caratteristiche corrispondenti a quanto indicato qui;

  • rapporto tra potenza e tara (KW per tonnellata). Questa voce è importante per capire se il veicolo può essere guidato da un neopatentato. La legge stabilisce, infatti, che i neopatentati non possano guidare auto di potenza superiore a 70 KW (95 cv), e in aggiunta che il rapporto tra potenza e peso non possa superare i 55 KW per tonnellata;

  • massa a vuoto (cioè senza conducente, liquidi e ruota di scorta);

  • classe ambientale di omologazione: qui trovi indicata la normativa europea di riferimento (Euro 5, Euro 6, ecc.);

  • consumi: si tratta dei consumi registrati in fase di omologazione. Non considerare attendibili questi dati, perché solo da questo settembre è obbligatorio che i veicoli nuovi siano omologati con il nuovo ciclo di rilevazione dei consumi WLTP. Prima si usava il ciclo NEDC, assai poco veritiero. Per conoscere i consumi della vettura, fai riferimento ai test pubblicati dalle riviste di settore;

  • tipo di cambio (meccanico o automatico);

  • traino: per alcuni veicoli, viene indicato se possono essere dotati in origine di gancio traino.

Riquadro 3: informazioni tecniche supplementari sul veicolo

Riquadri 4, 5, 6, 7, 8

Questi riquadri vengono utilizzati per apporre etichette successivamente al rilascio della carta di circolazione, laddove intervengano modifiche a quanto riportato in origine sulla stessa.

Che tipo di etichette puoi trovare?

  • trasferimento di proprietà: ogni passaggio di proprietà della vettura comporta il rilascio di un’etichetta, dove sono riportati i dati del nuovo proprietario;

Etichetta riportante un trasferimento di proprietà
  • revisioni: l’officina che effettua le revisioni periodiche di legge (la prima dopo 4 anni, le successive ogni 2) rilascia un adesivo attestante il superamento della revisione, che viene apposto sulla carta di circolazione;

Etichette attestanti il superamento delle revisioni periodiche
  • installazione di gancio traino;

Etichetta comprovante l’installazione di un gancio traino
  • installazione di impianto GPL o metano.

Etichetta comprovante l’installazione e il collaudo di un impianto a metano after market

Dove conservare la carta di circolazione?

È obbligatorio conservare l’originale della carta di circolazione in auto, perché deve essere esibita in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine.

Ti consiglio di conservarla nel cassetto portaoggetti, all’interno di una cartellina (puoi trovarla facilmente in tabaccheria per pochi Euro). Trattandosi di un documento cartaceo, la cartellina eviterà che si rovini e la manterrà perfettamente leggibile.

Tutto chiaro?

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