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6 controlli fai-da-te per la tua auto

Cosa, come e quando controllare per mantenere la tua auto in perfetta efficienza

Secondo i più recenti dati Doxa, l’88% degli Italiani utilizza l’auto personale almeno una volta a settimana.

Un’indagine condotta nel 2017 dall’Istituto di ricerca MPS Evolving Marketing Research per la compagnia assicurativa Quixa rivela come l’auto sia vissuta con passione da oltre il 50% degli intervistati maschi, mentre rappresenti per la maggioranza delle donne una semplice necessità.

In ogni caso, in cima alle preoccupazioni quando si è al volante c’è la paura di incorrere in incidenti che possano danneggiare la vettura altrui o la propria, e di rimanere in panne.

Secondo una recente indagine di Doxa Mobility, di cui rende notizia Quattroruote di ottobre, la maggioranza degli Italiani vede l’automobile più come un mezzo di libertà che come un vincolo, un mondo intimo che evoca protezione e comfort, anche se rappresenta una voce di spesa importante sia nell’acquisto che nella gestione.

Come puoi leggere ovunque, sottoporre la tua auto a regolare manutenzione è fondamentale per preservarne nel tempo prestazioni, affidabilità e sicurezza.

Rispetto al passato, poi, le auto moderne richiedono interventi con una frequenza minore.

In questo articolo, voglio elencarti 6 semplici controlli fai-da-te, che si aggiungono alla normale manutenzione (quella dei tagliandi).

Questi controlli sono alla portata di chiunque e richiedono poco tempo, ma ti danno la certezza di essere sempre al volante di un’auto efficiente.

  1. Stato degli pneumatici

Gli pneumatici sono il punto di collegamento tra la tua auto e la strada. Anche se, dal 1 novembre 2014, tutte le auto nuove devono per legge essere dotate del TPMS (Tire Pressure Monitoring System, o sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici), controllare periodicamente le condizioni degli pneumatici della tua auto è importante per la tua sicurezza e i consumi.

Cosa devi controllare?

La prima cosa da controllare è l’usura, la seconda è la pressione di gonfiaggio.

1.1. Come controllare l’usura del battistrada

La legge prescrive che il battistrada abbia una profondità minima di 1,6 mm. La profondità del battistrada è importante perché, quando l’asfalto è bagnato, ha la funzione di disperdere l’acqua, garantendo l’aderenza della ruota al terreno. Per controllare il battistrada posiziona la vettura in piano, su una superficie uniforme.

Prendi una moneta da 1 Euro e posizionala in una scanalatura al centro dello pneumatico, e poi in due scanalature laterali. Il bordo dorato della moneta da 1 Euro è di 3 mm, per cui finché il battistrada lo copre va bene.

Usare una moneta da 1 Euro è il modo più semplice per controllare lo spessore del battistrada.

Se vuoi essere preciso, puoi acquistare per pochi Euro un calibro adatto allo scopo:

https://www.amazon.it/TRIXES-misuratore-profondit%C3%A0-battistrada-pneumatici/dp/B00FJXWEDO/ref=asc_df_B00FJXWEDO/?tag=googshopit-21&linkCode=df0&hvadid=90702482220&hvpos=1o1&hvnetw=g&hvrand=4155212995787620876&hvpone=&hvptwo=&hvqmt=&hvdev=c&hvdvcmdl=&hvlocint=&hvlocphy=1008038&hvtargid=pla-83782389926&psc=1

L’usura deve essere uniforme sullo stesso pneumatico: notevoli differenze di usura tra la parte centrale e i lati indicano un’errata pressione di gonfiaggio: troppo bassa se i lati sono più consumati, troppo alta se è la parte centrale ad essere più consumata.

Una evidente differenza di usura tra lato esterno e lato interno può indicare problemi di convergenza.

Ripeti il controllo su ognuna delle ruote.

L’usura dovrebbe essere uniforme tra le varie ruote. È comunque normale che gli pneumatici delle ruote motrici si usurino maggiormente.

1.2. Come controllare la pressione di gonfiaggio

La pressione di gonfiaggio degli pneumatici deve essere controllata a freddo, cioè l’auto non deve aver percorso più di 2 km. La pressione tende, infatti, ad aumentare con il calore, per cui misurandola a caldo otterresti un valore non veritiero.

Per controllare la pressione, puoi recarti presso un distributore ed utilizzare i manometri a disposizione degli automobilisti.

Per ogni ruota, svita il tappo della valvola e inserisci il manicotto: è dotato di una clip per bloccarlo in posizione. Se è ben posizionato, non senti fuoriuscire aria. Quindi leggi il valore di pressione sull’indicatore.

Per gonfiare, premi la leva qualche istante e poi verifica di nuovo la pressione. Se ti accorgi di aver gonfiato troppo, dei brevi colpetti sulla leva ti consentiranno di sgonfiare quel tanto che basta.

Controllo della pressione degli pneumatici.
Dettaglio del manometro, con la clip di fissaggio e il grilletto per l’erogazione dell’aria.

1.3. Qual è la giusta pressione di gonfiaggio?

Una pressione di gonfiaggio troppo bassa aumenta il consumo di carburante. Viceversa, una pressione troppo alta può rendere l’auto più nervosa e causare interventi più bruschi da parte dell’ABS e del controllo di stabilità.

Di solito, la giusta pressione di gonfiaggio è compresa tra 2,0 e 2,5 bar. Se l’auto è a pieno carico, può essere necessaria una pressione maggiore.

Consulta il libretto di uso e manutenzione della tua vettura per conoscere i giusti valori. In alternativa, un adesivo posizionato all’interno della portiera lato conducente (sullo sportello o sul montante) riporta i giusti valori di gonfiaggio, che spesso variano anche in base alla misura dei cerchioni.

Adesivo con l’indicazione della corretta pressione di gonfiaggio degli pneumatici.

1.4. Quando controllare la pressione di gonfiaggio

Ti consiglio di effettuare il controllo della pressione degli pneumatici una volta al mese, e comunque sempre prima di un viaggio. La pressione dell’aria all’interno degli pneumatici è, infatti, soggetta ad un calo fisiologico, dovuto a micro-dispersioni che avvengono nella normale circolazione su strada.

1.5 E l’azoto?

C’è chi sostiene che l’utilizzo dell’azoto per gonfiare gli pneumatici sia preferibile all’aria perché l’azoto mantiene una pressione costante all’interno dello pneumatico, preservandone la durata e aumentandone le prestazioni.

In realtà, i vantaggi reali sono inavvertibili, mentre il gonfiaggio con azoto si paga (anche 20 Euro in totale) e soprattutto va eseguito dal gommista, non solo per il gonfiaggio iniziale ma anche per tutti i controlli periodici.

In breve, il gioco non vale la candela.

  1. Livello del liquido di raffreddamento

Il liquido di raffreddamento circola tra le parti meccaniche del motore per dissipare il calore in eccesso e mantenere il motore alla giusta temperatura di esercizio. Al radiatore il compito di raffreddarlo.

Con l’uso e il passare del tempo, una parte del liquido di raffreddamento si consuma. Le condizioni d’uso influiscono su questo naturale consumo, accelerandolo laddove l’impianto di raffreddamento sia chiamato ad un lavoro gravoso (es.: marcia in città a bassa velocità).

Se il livello del liquido di raffreddamento è troppo basso, il motore si surriscalda, danneggiando i componenti. Dunque è fondamentale che il liquido di raffreddamento sia sempre presente nel circuito nella giusta quantità.

2.1. Quando controllare il liquido di raffreddamento

In linea generale ti consiglio di effettuare il controllo ogni 1.000 km o una volta al mese. Considera, però, che il consumo di liquido refrigerante può variare molto in base alle condizioni d’uso della vettura, e anche in base all’età della stessa.

Il controllo del liquido di raffreddamento va effettuato sempre a motore freddo e spento. Svitare il tappo della vaschetta a motore caldo è rischioso, perché ti puoi ustionare con il vapore in uscita. Quindi un ottimo momento per controllarlo è la mattina prima di prendere l’auto.

2.2. Come controllare il liquido di raffreddamento

Per una lettura corretta del livello, la vettura deve essere in piano.

Identificare la vaschetta del liquido di raffreddamento è facile: si trova quasi sempre nel vano motore (nelle vetture con motore posteriore può trovarsi alla base del parabrezza) ed è quasi sempre trasparente. Sul tappo è sempre riportata l’avvertenza di non aprire a motore caldo.

Se la vaschetta è trasparente, sulla parte esterna sono riportate due tacche, min e max. Il livello del liquido deve trovarsi tra di esse.

Se la vaschetta non è trasparente, svitando il tappo trovi un’asta di controllo, dotata anch’essa di due tacche, min e max.

Se il livello del liquido è al minimo, devi rabboccarlo.

E se la spia del liquido di raffreddamento si accende in marcia? Fermati subito, attendi qualche istante e, con l’aiuto di un panno di stoffa e tenendo il viso lontano dal tappo, svita leggermente il tappo facendo fuoriuscire il vapore. Poi svitalo del tutto e rabbocca. Presta attenzione a non scottarti.

2.3. Quale liquido di raffreddamento usare

Non usare l’acqua per rabboccare (tranne in caso di emergenza). Il liquido di raffreddamento, infatti, contiene sostanze che assolvono a vari compiti:

  • raffreddare;

  • evitare il congelamento in caso di basse temperature;

  • lubrificare la pompa dell’acqua;

  • evitare la formazione di morchie;

  • proteggere il circuito dalla corrosione.

Quindi usa un protettore specifico per radiatori.

In commercio, se ne trovano con colorazioni diverse: verde-azzurro oppure arancio. Queste colorazioni identificano composizioni chimiche diverse. Per sapere quale devi usare sulla tua auto, consulta il libretto di uso e manutenzione.

Una volta identificato il liquido giusto per la tua auto, puoi trovarlo puro o già diluito. Il secondo è molto comodo, perché ti basta versarlo direttamente nella vaschetta.

Il primo va diluito con acqua demineralizzata, come indicato sulla confezione.

Quando rabbocchi, non esagerare: immetti la giusta quantità e non oltrepassare il limite segnato.

  1. Controllo del livello olio motore

L’olio è vitale per il motore. Svolge una funzione lubrificante sui componenti in movimento e ne preserva la durata nel tempo. La tua auto non deve mai trovarsi a corto di olio.

In occasione di ogni tagliando, il cambio dell’olio e del relativo filtro costituiscono l’operazione principale.

Tra un tagliando e l’altro, è buona norma controllare con periodicità (indicativamente ogni 1.000 km) il livello dell’olio.

3.1. Come effettuare il controllo dell’olio

La prima cosa da fare è consultare il libretto di uso e manutenzione della vettura. Infatti, su alcuni modelli il controllo va effettuato a motore freddo, mentre su altri a motore caldo, dopo qualche minuto dallo spegnimento.

In ogni caso, per una lettura corretta del livello la vettura deve trovarsi in piano e a motore spento.

Dopo esserti accertato di questo, procurati un pezzo di stoffa pulito e che non rilasci pelucchi o fili. Trova nel vano motore l’asta di controllo dell’olio: la parte superiore è dotata di un occhiello per facilitarne la presa, di colore giallo o rosso.

Al centro del cerchio, il caratteristico occhiello dell’asta di controllo dell’olio motore.

Sfila via l’asta e puliscila con il panno. Noterai che la parte terminale dell’asta è segnata con due tacche, due rilievi oppure con una zona zigrinata. Questi segni delimitano i livelli minimo e massimo dell’olio motore.

Inserisci di nuovo l’asta in posizione fino in fondo, poi estraila di nuovo e tenendola orizzontale controlla a che punto arriva l’olio: se arriva al massimo o è gli è vicino, va bene così e puoi riporre in posizione l’asta di controllo. Se invece il livello è prossimo al minimo, devi rabboccare.

Il livello dell’olio deve trovarsi tra i due estremi indicati sull’asta di controllo.

Su alcune vetture, l’asta di controllo dell’olio non c’è perché il controllo si effettua tramite il monitor della diagnostica di bordo. In tal caso, segui le istruzioni riportate sul libretto di uso e manutenzione per effettuare il controllo.

Schermata di controllo dell’olio motore su vettura BMW.

Di solito, la quantità di olio necessaria per riportare il livello da min a max è di 1 litro, per cui le confezioni di olio in commercio hanno capacità di 1 litro.

Quando controlli l’olio, verifica anche il colore e il tipo di traccia lasciata sull’asticella. L’olio dovrebbe essere fluido (niente schiuma, niente particelle). Se l’aspetto è strano, potrebbero esserci delle contaminazioni con altri liquidi della vettura (ad esempio, con il liquido di raffreddamento), per cui è necessario un controllo dal meccanico.

Il colore dovrebbe essere giallo o marrone chiaro sulle auto a benzina: se è nero, è esausto e va cambiato del tutto.

Sulle auto diesel, l’olio diventa nero in breve tempo, per cui non preoccuparti se lo vedi scuro.

Possibili letture dell’olio sull’asta di controllo.

3.2. Che tipo di olio usare per rabboccare

È fondamentale rabboccare con l’olio giusto per la tua auto. Come al solito, il libretto di uso e manutenzione indica le specifiche per l’olio. In alternativa, puoi consultare i siti web dei produttori di olii, che hanno delle pagine per la ricerca dell’olio adatto al tuo motore.

Questa, ad esempio, è la pagina di ricerca della Castrol:

https://applications.castrol.com/oilselector/it_it/c/search?_ga=2.120890952.1522305162.1538470510-1839987318.1538470510

E questa è la pagina di ricerca della Bardahl:

https://www.bardahl.it/trova-lubrificante/

Prendi nota del tipo di olio che ti serve e acquista per il rabbocco un olio avente le stesse specifiche.

Le specifiche da rispettare sono due:

  • indice di viscosità SAE: deve assolutamente corrispondere

  • specifiche API, o ACEA, o del costruttore: indicano le prestazioni dell’olio rispetto a dei test. Il tuo olio deve eguagliare o superare queste specifiche.

L’indice di viscosità SAE

Gli olii lubrificanti sono contraddistinti da una sigla (es: SAE 0W30, SAE 10W40). Essa indica il grado di viscosità, cioè la resistenza dell’olio allo scorrimento.

Poiché la viscosità aumenta al crescere della temperatura, le sigle di identificazione riportano due valori. Il primo, seguito dalla lettera W (winter), è la viscosità a bassa temperatura, il secondo è la viscosità alle alte temperature.

Le specifiche API, ACEA, o dei costruttori

Le specifiche API, o ACEA, o del costruttore, indicano il livello di prestazioni fornite dal lubrificante.

Nel caso della classifica API (American Petroleum Institute), abbiamo due lettere: la prima indica il tipo di motore (S=benzina, C=gasolio), la seconda il livello prestazionale (lettera più avanti nell’alfabeto, migliori prestazioni).

La classifica ACEA (Associazione Costruttori Europei di Automobili) ha una lettera e un numero e funziona in modo simile: la lettera indica il tipo di motore (A= benzina, B=gasolio, C= motori con post-trattamento dei gas di scarico, E= diesel pesanti), il numero indica il livello prestazionale.

Alcuni costruttori (ad esempio, Volkswagen e BMW) hanno elaborato sistemi di classificazione delle prestazioni autonomi, che possono essere più o meno restrittivi di quelli internazionali.

3.3. Come rabboccare l’olio motore

Per rabboccare l’olio, devi trovare il tappo dell’olio. Lo trovi sul motore, di solito è un bel tappo grosso che riporta il simbolo dell’olio.

Svitandolo, puoi rabboccare versando l’olio al suo interno. Ti consiglio di usare un imbuto allo scopo, onde evitare di versare l’olio in giro.

Rabbocca per gradi, cioè immetti prima una piccola quantità, attendi qualche istante per far defluire l’olio immesso e controlla con l’astina. Non devi superare il livello massimo, perché se metti troppo olio la pressione eccessiva può stressare troppo le guarnizioni, generando perdite.

Il tappo per il rabbocco dell’olio motore è facilmente identificabile tramite il simbolo riportato sullo stesso.

 

  1. Controllo del liquido lavavetri

Assicurati che la vaschetta del liquido lavavetri sia sempre piena: capita spesso di dover ricorrere allo spruzzo lavavetri per togliere lo sporco che si è accumulato sul parabrezza, ed è importante che quest’ultimo sia pulito per mantenere un’ottima visibilità.

La vaschetta del liquido lavavetri si trova nel vano motore, di solito in prossimità del parabrezza. Sul tappo del serbatoio trovi l’apposito simbolo.

Tappo di accesso alla vaschetta del liquido lavavetri.

La capacità del serbatoio di solito è di 5 litri, per cui le confezioni in commercio hanno questa capacità.

Ti consiglio di acquistare il liquido apposito, perché è dotato di specifiche funzionalità. Ad esempio, le formulazioni invernali contengono sostanze che ne evitano il congelamento (il che non solo renderebbe lo spruzzo lavavetri inutilizzabile, ma lo danneggerebbe), mentre quelle estive contengono spesso agenti detergenti specifici per gli insetti.

Infine, verifica che lo spruzzo proveniente dagli ugelli sia correttamente direzionato sul parabrezza. In caso contrario, puoi usare un ago per orientare gli ugelli nel modo giusto.

  1. Controllo dei tergicristalli

Al pari del liquido lavavetri, i tergicristalli sono essenziali per mantenere il parabrezza pulito e garantire visibilità.

Quando non puliscono bene o iniziano a fare rumore, oppure ogni volta che lavi l’auto, puoi pulire le lame in gomma con un panno, inumidito con acqua e magari con del detergente per vetri. Non usare sgrassanti aggressivi, perché rischieresti di rovinare la gomma, che deve invece mantenere un certo grado di scorrevolezza sul parabrezza.

Per pulire agevolmente i tergicristalli, ricordati che puoi sollevarli dal parabrezza.

Controllo dei tergicristalli.

Se, dopo averli puliti, ti accorgi che i tergicristalli non funzionano ancora a dovere, vuol dire che è arrivato il momento di cambiarli.

  1. Controllo luci

Molte vetture moderne segnalano sul quadro strumenti l’eventuale avaria di una luce. Questo, però, può non avvenire per tutte le luci, per cui è una buona idea controllare periodicamente che tutte si accendano.

Se ti accorgi che una luce non funziona, nella maggior parte dei casi puoi agevolmente sostituirla tu stesso, con una spesa di pochi Euro.

Solo nel caso dei fari allo xeno, è consigliabile rivolgersi ad un’officina, perché questi fari sono collegati tramite un cavo ad alta tensione, per cui sussiste il rischio di folgorazione.

Negli altri casi, segui le istruzioni riportate sul libretto di uso e manutenzione per sapere come accedere agli alloggiamenti delle lampadine. Sempre sul libretto, sono riportate le specifiche tecniche delle lampadine adottate; in alternativa, porta con te in negozio la lampadina fulminata, per essere sicuro di acquistarne una nuova dello stesso tipo.

Tipologie di lampadine per auto (dal sito: www.inap-pn.it)

Ti consiglio, comunque, di tenere in auto qualche lampadina di ricambio, che potrebbe tornarti utile in caso di necessità. In commercio puoi trovare diversi set di lampadine per auto, spesso comprensivi di fusibili.

Set di lampade di ricambio, comprensivo di fusibili.

 

Qualche consiglio finale

Cerca di tenere sempre pulita la tua auto, sia dentro che fuori:

  • controlla sotto i tappetini che non vi siano infiltrazioni di acqua, causa di muffe e cattivi odori;

  • tieni puliti i fari: illuminano meglio e ti rendono più visibile agli altri;

  • tieni puliti vetri e specchietti: ti facilitano la guida;

  • aspira e detergi sedili e plastiche interne: gli interni puliti sono più igienici e accoglienti.

Infine, non dimenticare che alla guida un componente fondamentale sei proprio tu: assicurati di essere in forze e lucido ogni volta che ti siedi al volante e guida con prudenza!

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