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Il futuro dell’auto: le auto volanti – parte II

Da idea strampalata a fantascientifica realtà?

Nella prima parte di questo articolo, ho ripercorso con te le la storia delle prime auto volanti, i loro limiti, le difficoltà tecnologiche che hanno impedito l’affermazione di questo tipi di veicoli.

Ma ti ho anche raccontato come oggi ci sia grande fermento intorno a questa idea, e come le nuove tecnologie e l’emergere di nuovi modelli di business stiano plasmando un futuro assai più simile alla fantascienza, di quanto ci saremo aspettati solo pochi anni fa.

Per leggere la prima parte dell’articolo, clicca qui: Il futuro dell’auto: le auto volanti – parte I

Ma ora è giunto il momento di aprire gli occhi sul futuro, e dare un’occhiata ai numerosi progetti che stanno vedendo la luce, oggi, in varie parti del mondo.

Cora di Kitty Hawk

La Kitty Hawk, di base a Mountain View, in California, è tra le più intraprendenti start-up dedicate allo sviluppo dei droni elettrici. Guidata da Sebastian Thrun, pioniere dell’intelligenza artificiale e padre del programma di guida autonoma di Waymo (Google), Kitty Hawk ha già fatto volare diversi prototipi. La sua ultima creazione, il drone Cora, combina le funzionalità di un aereo e di un elicottero.

Per il decollo e l’atterraggio, utilizza 12 rotori verticali; una volta in aria, la propulsione è garantita da un’elica posteriore e la portanza da un paio di ali.

Il veicolo, completamente elettrico e a guida autonoma, è in fase di ottimizzazione in Nuova Zelanda. La società ha infatti stretto un accordo con il governo locale per lo sviluppo della tecnologia.

Il velivolo Cora di Kitty Hawk
Il velivolo Cora di Kitty Hawk

Joby Aviation

Questa start-up californiana ha recentemente raccolto 100 milioni di dollari da vari investitori (tra cui Intel e Toyota) per sviluppare il suo concept S2, un drone elettrico in grado di trasportare 4 passeggeri.

In questo caso, l’aspetto è quello di un convertiplano, cioè un velivolo in grado di variare l’inclinazione delle eliche, per decollare e atterrare come un elicottero e volare come un aeroplano.

Rendering del Joby S2 in assetto di volo
Rendering di un Joby S2 pronto al decollo dalla sommità di un grattacielo

Vahana di Airbus

Simile come concept all’S2 di Joby Aviation, il Vahana di Airbus è già realtà, perché un prototipo in scala reale ha già superato, nel febbraio di quest’anno, il primo test di volo.

Rispetto all’S2, i rotori del Vahana sono fissi sulle ali, e sono queste ultime a ruotare per garantire le funzionalità di volo e decollo/atterraggio verticale.

Rendering dell’Airbus Vahana in assetto di volo
Il primo volo dell’Airbus Vahana

Uber Elevate

Tra i più convinti sostenitori della mobilità urbana aerea, figura il colosso del ride-hailing Uber, che ha creato una divisione apposita – Uber Elevate – proprio con l’obiettivo di sviluppare e rendere operativa la tecnologia dei taxi volanti.

Nel 2017 e nel 2018, Uber Elevate ha organizzato a Los Angeles due importanti simposi, cui hanno preso parte centinaia di industriali, ricercatori e politici, con l’obiettivo di fare il punto sullo stato attuale della ricerca, e discutere i possibili scenari per il futuro.

Uber non ha ancora identificato una soluzione tecnica specifica per il suo business, ma l’operatore ha intenzione di rendere operativo il suo servizio di ride-hailing aereo, Uber Air, entro il 2023, iniziando da Los Angeles e Dallas.

Ecco che aspetto potrebbe avere un aero-taxi di Uber Air

Il video che segue mostra una simulazione di decollo e atterraggio di un velivolo Uber:

Audi ed Airbus: la Pop.Up Next

Sì, hai letto bene, il gruppo Volkswagen si è alleato con il gigante europeo dell’aviazione Airbus per sviluppare questa city-car volante. La progettazione è stata curata dalla Italdesign di Torino, e la vettura è stata presentata al Salone dell’Auto di Ginevra (marzo 2018).

La Pop.Up Next è un veicolo modulare. L’abitacolo poggia su uno “skate”, che contiene le ruote e il motore per la marcia su strada. Per volare, l’abitacolo si stacca dalla base per montare sul tetto un drone a 4 rotori. Sia il modulo stradale che quello aereo sono elettrici e a guida autonoma.

Audi-Airbus Pop.Up Next: il modulo abitacolo è montato sullo skate per la marcia su strada.
Audi-Airbus Pop.Up Next: il modulo abitacolo è agganciato ai rotori in configurazione di volo.

Puoi vedere una suggestiva simulazione video della Pop.Up Next cliccando sul link qui sotto:

ITALDESIGN_POPUP2018 low

Volocopter

Per restare in terra tedesca, la start-up Volocopter (di base a Bruchsal) ha fatto volare a Dubai, nel 2017, il suo taxi volante a guida autonoma.

Il Volocopter è in pratica un piccolo drone cabinato, dotato di 18 rotori elettrici e in grado di trasportare 2 persone per 27 km.

Ha già ottenuto l’autorizzazione per il volo con passeggeri a bordo, e la società è determinata più che mai a portare avanti il progetto, tanto che ha presentato in aprile la sua roadmap per la realizzazione delle infrastrutture di supporto al suo servizio di taxi aereo.

Il progetto prevede la realizzazione di “Volo-Ports”, per l’imbarco/sbarco dei passeggeri, e “Volo-Hubs”, attrezzati anche per la sostituzione dei pacchi batteria scarichi.

Il progetto ha suscitato l’interesse nientemeno che della Daimler, tanto che la start-up si è aggiudicata, in agosto 2017, un accordo di finanziamento per oltre 25 milioni di Euro da parte del colosso dell’automotive e di altri investitori.

Il drone della Volocopter
Rendering di un Volo-Hub

Lilium

Ancora in Germania, a Monaco, la start-up Lilium sta progettando il suo servizio di taxi volanti. Il primo prototipo in scala reale ha già volato lo scorso anno, mentre per il prossimo anno è previsto il primo volo di test con passeggero a bordo.

Ciò che differenzia il velivolo di Lilium, rispetto a quelli che ti ho mostrato finora, è il sistema propulsivo.

Il Lilium è infatti dotato di motori jet elettrici. Come in un aereo di linea, i motori aspirano aria, la comprimono e la espellono con forza, generando forza propulsiva. Ma le ventole di aspirazione non sono alimentate a cherosene, bensì tramite motori elettrici.

Il Lilium monta 12 di questi motori sulla coppia di ali anteriori, e ben 24 sulle ali posteriori.

Come in un convertiplano, le ali ruotano per consentire decollo e atterraggio verticali.

L’utilizzo dei jet come sistema propulsivo dovrebbe garantire al Lilium la considerevole velocità massima di 300 km/h.

Il Lilium: la schiera di jet elettrici sulle ali può ruotare per fornire spinta verticale.
Rendering di una stazione Lilium.

La Volante Vision Concept di Aston Martin

Non si può non rimanere affascinati da questo bellissimo concept, che la Aston Martin ha presentato in luglio alla manifestazione aerea di Farnborough, in Inghilterra. Il CEO della Aston Martin, Andy Palmer, è convinto infatti che il futuro della mobilità non potrà prescindere da questo tipo di veicoli.

La Volante, sviluppata in collaborazione con la Cranfield Aerospace Solutions e la Rolls-Royce, è un piccolo drone con capienza per 3 passeggeri, ma non è ancora realtà.

Vista laterale del Volante Vision Concept di Aston Martin.
Rendering del Volante Vision Concept in assetto di volo.

Terrafugia

Non posso terminare questa carrellata senza un cenno a Terrafugia, la start-up americana che è stata recentemente acquisita dal gruppo cinese Geely.

Terrafugia ha già realizzato un’auto volante, la Transition, in pratica un piccolo aereo alimentato a benzina che è in grado di viaggiare anche su strada, grazie alle ali pieghevoli.

La Transition di Terrafugia.

Molto più interessante è però il TF-2, un concept simile alla Pop.Up Next di Audi-Airbus, ma in grado di ospitare fino a 4 passeggeri.

Il modulo dell’abitacolo si aggancia ad un drone per il percorso aereo, ma può essere attaccato ad una base con ruote per il trasporto su strada.

Il concept TF-2 di Terrafugia.

Anche se la Transition appare più una riedizione di un vecchio concept che una seria alternativa all’auto, e anche se il TF-2 è ancora in fase di sviluppo, è significativo che la Terrafugia sia stata acquisita da Geely.

Dopo essere stato artefice del rilancio di Volvo, infatti, il gruppo ha appena conquistato, con le sue auto, il terzo posto nella classifica dei marchi più venduti in Cina, dopo Buick e Volkswagen. Il fatto che abbia deciso di investire nel business delle “auto volanti” indica quanto siano reali le prospettive di sviluppo di questo settore.

E tu, sei pronto a prenotare il tuo prossimo spostamento a bordo di un aero-taxi?

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