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Holden Commodore

The thunder from down under: storia dell'auto simbolo dell'Australia

Nel nostro viaggio alla scoperta delle auto simbolo, quelle che incarnano lo spirito di una nazione, oggi voglio portarti in una terra remota, selvaggia e brutale ma dal fascino incontestabile. Una terra lontana dal resto del mondo, tanto da fare mondo a sé: l’Australia.

Quando pensi all’Australia, la prima cosa che ti viene in mente, forse, sono gli enormi spazi dell’Outback, oppure i suoi strani animali: canguri, koala, ornitorinchi, sembrano tutti il risultato di uno strano incrocio tra specie diverse.

Ti sembrerà pazzesco, ma l’auto simbolo dell’Australia è proprio così, un incrocio frutto di strani percorsi evoluzionistici, ma dotato di un carattere tutto suo, forte e un po’ selvaggio.

Sto parlando della leggendaria Holden Commodore, “the thunder from down under”.

Il marchio Holden

Il marchio Holden, fondato nei primi anni Venti per la produzione di carrozzerie, è di proprietà della General Motors fin dal 1931. E’ un marchio esclusivo per l’Australia e la Nuova Zelanda, un po’ come Vauxhall lo è per il Regno Unito.

Al pari delle cugine inglesi, anche le Holden sono fabbricate con la guida a destra, come si usa in Australia.

E al pari del marchio Vauxhall, la gamma Holden ha storicamente attinto, per i suoi modelli, al catalogo della vasta galassia General Motors, predisponendo di volta volta versioni locali di modelli Chevrolet, Opel, Isuzu, o di altre case con cui GM aveva stretto accordi (come Toyota o Suzuki).

Ma la Holden ha anche sviluppato, a partire dalla “banca” meccanica GM, prodotti propri, specifici per il mercato australiano.

Il primo fu la berlina FX, nel 1948. Ebbe un successo notevole, e diede origine ad una lunga dinastia di modelli dalle sigle incomprensibili (FJ, FC, FB, FE, EK, EJ, EH, HD, HR, HK, HT, HG, HQ, HJ, HX), ma comunque sempre più grandi e potenti, culminata nella HZ del 1977.

La FX, oltre ad essere la prima auto australiana, introdusse per la prima volta la variante Ute, in pratica la berlina con cassone posteriore tipo pick-up.

Questo tipo di vettura è anch’esso diventata un’istituzione della cultura automobilistica australiana, fino ai giorni nostri.

La Holden HZ del 1978, diretta progenitrice della Commodore.

La nascita della Commodore

Nella seconda metà degli anni Settanta, l’ammiraglia HZ era diventata una grossa berlina di quasi 5 metri, ma la crisi petrolifera e il trend internazionale verso vetture più efficienti e compatte suggeriscono alla Holden di rimpiazzarla con un’auto più piccola e leggera.

La scelta cade sulla coeva Opel Rekord E, che la Holden decide di rivisitare per adattarla alle strade australiane. È così che nasce la prima Commodore.

Le Commodore VB, VC, VH: la prima serie

La prima Commodore (VB) viene prodotta solo per due anni, dal 1978 al 1980, ma diventa subito l’auto più venduta in Australia.

La piattaforma è quella della Opel Rekord E, ma Holden rivisita le sospensioni e il design della parte frontale. Soprattutto, però, installa sotto al cofano i motori della precedente HZ: si va dai 6 cilindri in linea 2.800 e 3.300 cc agli 8 cilindri a V da 4.200 e 5.000 cc, con potenze fino a 170 cv.

I motori potenti, combinati con la carrozzeria leggera della vettura e le buone doti di tenuta di strada, le garantiscono prestazioni interessanti, definendo una formula vincente che sarà ripresa da tutte le serie successive.

Ansiosa di dimostrare la bontà del suo prodotto, la Holden iscrive tre VB alla Repco Round Australia Trail, un massacrante tour del Paese lungo 20.000 km. Le VB, equipaggiate con il 6 cilindri 3.300 da 90 cv, conquistano le prime 3 posizioni, dimostrando l’affidabilità della vettura ed inaugurando una lunga serie di successi sportivi.

Nel 1980 la VB viene sottoposta ad un lievissimo restyling, dando vita alla VC: arrivano migliorie alle sospensioni e ai motori, e per la prima volta fanno la loro comparsa iniezione elettronica e il cruise control.

Viene introdotta una variante di lusso, la Statesman, mentre il pilota Peter Brock dà vita alla HDT Commodore, versione elaborata con il V8 5.000 da 210 cv e realizzata in serie limitata.

Nel 1983 un ulteriore restyling (versione VH) continua l’affinamento della originaria VB. Viene introdotta in gamma la versione sportiva SS con il V8 4.200, che il solito Peter Brock usa come base per proporre le sue SS HDT, con potenze fino a 250 cv.

Holden Commodore VB
La Commodore VH SS

VK: le belve del gruppo A

La serie VK, introdotta nel 1984, è sempre basata sulla originaria VB, ma adotta i paraurti in resina e una modifica al design dei finestrini posteriori, ora più ampi.

La versione SS viene elaborata per concorrere nel campionato Touring, Gruppo A. Le regole del campionato prevedono che la vettura venga prodotta in piccola serie, per cui la vettura viene inserita a listino.

La SS colleziona importanti successi in varie gare australiane, vincendo in due occasioni la prestigiosa Bathurst 1.000, forse la più iconica gara australiana, su un tracciato di 1.000 chilometri.

Non mancano i successi all’estero. Nel 1986, sul circuito di Hockenheim in Germania, la Commodore SS pilotata da Allan Grice segna un tempo sul giro, che rimarrà imbattuto fino al 2000.

Le VK SS sono oggi vetture molto apprezzate dai collezionisti.

Una VK Commodore in azione a Bathurst nel 1984
VK Holden Commodore
VK Holden Commodore SS gruppo A

VL: arriva il turbo

Prodotta dal 1986 al 1988, la VL è l’ultima evoluzione del progetto basato sulla Opel Rekord E. Il design diventa più aerodinamico, e sulla versione di lusso Calais i fari anteriori diventano parzialmente a scomparsa.

Nel 1986 l’Australia vieta la commercializzazione della benzina con piombo: l’impossibilità di adeguare il 6 cilindri alle nuove norme spinge la Holden a siglare un accordo con Nissan, per usare il 6 cilindri 3.000 della Skyline in versione aspirata e turbo. Con i suoi 200 cv e oltre 220 km/h di velocità massima, la Commodore Turbo viene scelta dalla polizia australiana come dotazione per le pattuglie di inseguimento autostradale.

Con il 6 cilindri disponibile in due declinazioni di potenza, la dirigenza Holden annuncia l’intenzione di sospendere la produzione del V8, ma questo scatena un’autentica sommossa da parte degli appassionati. La rivista Street Machine e il tabloid Daily Telegraph lanciano la campagna “V8’s ‘til ’98”, che in poco tempo mobilita oltre 10.000 fan della Commodore per chiedere alla Holden l’adeguamento del V8 alla benzina senza piombo. Il V8 viene quindi aggiornato e mantenuto in gamma, ora con 165 cv.

Sul versante sportivo, alcune divergenze sorte con Peter Brock, dopo che questi si era rifiutato di far sottoporre a test alcune modifiche da lui apportate alla VL SS, portano alla rottura del rapporto tra la Holden e il pilota.

Nasce così la divisione Holden Special Vehicles (HSV), che firmerà da quel momento in poi tutte le elaborazioni sportive della Commodore.

Al pari delle progenitrici, anche la VL continua a mietere successi sportivi. Tra i tanti, si aggiudica la prima gara del World Touring Car Championship a Monza, nel 1987, dopo la squalifica delle M3 della BMW Motorsport dichiarate irregolari per il peso inferiore alle prescrizioni di gara.

VL Commodore Calais
VL Commodore HSV SS Gruppo A
VL Holden Commodore alla Bathurst 1000, nel 1987
VL Holden Commodore del 1986

VN, VP, VR, VS: la seconda serie

Holden introduce la serie VN nel 1988. Questa volta, non si tratta di un restyling, ma di una vettura nuova. La scocca è condivisa in gran parte con l’ammiraglia Opel Senator mentre gli interni sono specifici e al retrotreno è mantenuta la sospensione ad assale rigido della serie precedente.

Cessata la collaborazione con la Nissan, ora tutti i motori provengono da casa GM: i V6 3.800 da 170 cv sono Buick, mentre il V8, ora a quota 220 cv, è australiano.

La HSV appronta su questa serie la SS da 290 cv.

Le vetture impiegate in gara in questo periodo raggiungono i 530 cv, per oltre 300 km/h di velocità massima.

VN Holden Commodore Calais
VN Holden Commodore SS

La serie VP, introdotta nel 1991 e prodotta fino al 1993, è esteticamente uguale alla VN, ma introduce due optional importanti: l’ABS e le sospensioni posteriori indipendenti (di serie con le motorizzazioni più performanti). Entrambi gli optional diventano di serie su tutta la gamma con l’introduzione della serie VR, commercializzata dal 1993 al 1995 e caratterizzata da un restyling che prevede fari, finestrini posteriori ed interni più tondeggianti, in ossequio alla moda dell’epoca.

VP Holden Commodore

La VR è la prima auto australiana ad introdurre l’airbag lato guida di serie.

L’ultimo affinamento di questo modello (serie VS) arriva nel 1995, con l’introduzione di una variante turbo da 220 cv del V6 3.800.

Anche con i modelli della seconda serie la Holden predispone un modello supersportivo. Si tratta della GTS, immediatamente riconoscibile per il grosso alettone posteriore. Per l’occasione, il V8 è portato a 5.700 cc, per 292 cv e 250 km/h di velocità massima.

VR Holden Commodore Calais
VS Holden Commodore Calais
VS Holden Commodore HSV GTS-R

VT, VX, VY, VZ: la terza serie

La Commodore VT vede a luce nel 1997. E’ una vettura del tutto nuova, basata sulla nuova serie della Opel Omega.

Subito premiata come Auto dell’Anno, la nuova serie dimostra ottime doti stradali, e viene declinata in numerose varianti di carrozzeria, tra cui anche una coupè (la Monaro), una versione di lusso a passo lungo (la Statesman), una station wagon e la classica pick-up Ute.

La gamma motori viene ereditata dalla serie precedente, ma nel 1999 il glorioso V8 made in Australia esce di scena per lasciare il posto al 5.700 V8 da 300 cv fornito dalla Chevrolet, e fabbricato in America.

Siamo nel 2000 quando viene introdotto un lieve restyling (serie VX): le modifiche sono tutte sotto la pelle: i motori guadagnano qualche cavallo migliorando i consumi, ma soprattutto aumenta la sicurezza, con l’adozione dell’ABS di serie su tutta la gamma, 4 airbag, sospensioni posteriori migliorate, controllo di trazione e una scocca più rigida.

La versione sportiva Clubsport sviluppa oltre 340 cv.

VX Holden Commodore HSV Clubsport

Nel 2002 è la volta della VY: frontale e coda montano fari più squadrati, e la plancia è anch’essa più lineare. Per la prima volta, è disponibile una versione a quattro ruote motrici e assetto rialzato, antesignana delle “crossover” oggi tanto di moda: è la Adventra, realizzata esclusivamente con carrozzeria station wagon.

VY Holden Commodore SS
VY Holden Adventra

La VZ del 2004, ultima evoluzione della terza serie, porta al debutto nuovi motori: il V6 è ora un 3.600 con testate bialbero a fasatura variabile, disponibile con due livelli di potenza (238 e 258 cv). Il V8 5.700 viene sostituito con un nuovo V8 6.000 da oltre 350 cv.

La variante a passo lungo Statesman viene anche esportata in Cina, dove diventa l’ammiraglia nella gamma Buick, la Royaum.

VZ Holden Commodore impegnata nel campionato V8 Supercars
VZ Holden Ute del 2007
Una Holden Statesman del 2004

VE: la Commodore tutta australiana

Nel 2006, il lancio della VE rappresenta un passo importante per la Holden: è infatti la prima Commodore sviluppata interamente in Australia, sulla base di una piattaforma ad hoc (la Zeta).

La Holden decide di compiere questo passo perché la Commodore rappresenta un modello importante per le sue vendite, ma all’epoca la banca organi GM non dispone di una piattaforma adatta allo scopo. Dopo l’uscita di produzione della Omega nel 2004, infatti, Opel non dispone più di una piattaforma a trazione posteriore, e quella a trazione anteriore della Vectra semplicemente non è in grado di gestire i livelli di potenza erogati dai motori V6 e V8.

L’alternativa è la nuova piattaforma Sigma a trazione posteriore, su cui Cadillac ha sviluppato la CTS, ma si tratta di un’architettura troppo costosa e troppo piccola per il target di Holden.

Per la nuova Commodore, Holden progetta dunque ex-novo la piattaforma Zeta. Si tratta di una base dalle caratteristiche marcatamente sportive: la disposizione longitudinale e arretrata del motore, la trazione posteriore, il bilanciamento delle masse tra avantreno e retrotreno, nonché le sospensioni posteriori multilink, sono garanzia di un comportamento stradale da prima classe. E infatti la stessa piattaforma farà da base anche alla rinnovata coupé sportiva Chevrolet Camaro del 2010-2015.

Con la nuova VE, Holden propone anche una versione bi-fuel benzina e gpl per il V6.

A partire dal 2008, il V8 viene dotato della tecnologia AFM (Active Fuel Management) che disattiva 4 degli 8 cilindri quando non è richiesta piena potenza, consentendo un notevole risparmio di carburante.

L’attenzione all’ecologia prosegue l’anno successivo, con l’introduzione dell’iniezione diretta di benzina sul V6 3.600 (280 cv) e sul nuovo 3.000 (250 cv). Nel 2010, i motori vengono aggiornati per poter funzionare anche con l’E85, una miscela di bioetanolo (85%) e benzina (15%) in grado di abbattere significativamente le emissioni di CO2.

VE Holden Commodore
VE Holden Commodore

L’attenzione ai consumi di questa generazione non deve, però, trarre in inganno. La Commodore non ha affatto rinunciato alla parte più aggressiva del suo carattere. E infatti la serie VE vede anche l’introduzione delle Commodore più potenti di sempre.

Le nuove HSV Clubsport adottano il nuovo V8 6.200 da oltre 440 cv.

La GTS adotta lo stesso motore della Clubsport, ma porta al debutto le nuove sospensioni magnetoreologiche, in grado di variare istantaneamente la densità del liquido negli ammortizzatori e irrigidire l’assetto, massimizzando l’aderenza.

Non contenti, alla HSV pensano bene di aggiungere un compressore volumetrico a questa unità, dando vita alla mostruosa VXR-8. Con i suoi 540 cv, la VXR-8 si colloca al livello delle blasonate Mercedes E63 AMG e BMW M5, e infatti Top Gear registra tempi sul giro allineati alla prestigiosa concorrenza.

Nel 2008, per celebrare i suoi 20 anni di attività, la HSV mette in produzione la W427: 7.000 cc, 510 cv, 640 Nm di coppia massima, i numeri parlano da soli.

Dal 2007 al 2009, la Holden Commodore viene anche venduta in America come Pontiac G8.

VE Holden Commodore HSV GTS
VE Holden Commodore HSV GTS
VE Holden Commodore HSV ClubSport R8 SV Black Edition
VE Holden Commodore HSV ClubSport R8 SV Black Edition
VE Holden Commodore HSV VXR8
VE Holden Commodore HSV 427

VF: il canto del cigno

Nel 2013, la Commodore viene sottoposta ad un deciso restyling. Il corpo vettura è lo stesso della VE, ma la parte frontale e quella posteriore sono più affusolate: una migliore aerodinamica, l’uso dell’alluminio per diversi componenti, e l’adozione del servosterzo elettrico in luogo di quello idraulico consentono un miglioramento delle prestazioni e un abbassamento dei consumi. All’interno, compare uno schermo per il sistema di infotainment.

La versione GTS, con il V8 6.200 sovralimentato, arriva a 580 cv e 740 Nm di coppia massima: è la Commodore più potente di sempre.

Anche la VF, come la VE, viene commercializzata negli Stati Uniti. Dopo la dismissione del marchio Pontiac nel 2009, negli USA la Commodore diventa la Chevrolet SS, montando il V8 6.200 da 420 cv.

La versione a passo lungo fornisce, invece, la base per una versione espressamente dedicata alle forze dell’ordine americane, la Chevrolet Caprice.

Nel frattempo, però, il mercato è cambiato. Le vendite annuali della Commodore, circa 90.000 una quindicina di anni fa, scendono a 40.000 nel 2016. Da un lato le berline sono meno richieste, dall’altro il crescere dell’industria automobilistica nel sud-est asiatico (Thailandia in testa, ma anche Corea del Sud), unitamente all’assenza di barriere tariffarie all’ingresso, favoriscono l’invasione del mercato australiano da parte di modelli caratterizzati da bassissimi costi di produzione.

In questo nuovo scenario, la Holden decide di interrompere del tutto la produzione automobilistica in Australia, limitandosi all’importazione dall’estero di modelli General Motors brandizzati Holden.

È il 20 ottobre 2017, quando l’ultima Commodore esce dalle linee di montaggio dello stabilimento Holden di Adelaide. È l’ultima di oltre 2,3 milioni di Commodore prodotte dall’introduzione di questo modello nel 1978, 40 anni fa.

VF Holden Commodore
VF Holden Commodore SS
VF Holden Commodore HSV GTS-R
VF Holden Commodore HSV GTS-R
VF Holden Commodore HSV GTS-R

E oggi? La gamma attuale è costituita da cloni di vetture Chevrolet e Opel, e queste ultime è prevedibile spariranno presto, visto che il marchio appartiene al gruppo PSA. Nel listino Holden una Commodore c’è ancora, ma si tratta della ben nota Opel Insignia. Un’auto ben fatta per carità, ma distante anni luce dalle performance cui ci avevano abituato le Commodore del recente passato.

Che peccato!

Video disponibili online sulla Commodore

Le versioni sportive della Commodore hanno affascinato gli appassionati di tutto il mondo, con il loro look brutale e le prestazioni altrettanto sfrontate.

Tra le tante testate che se ne sono occupate, Top Gear e Fifth Gear hanno provato più volte le versioni più cattive della Commodore (e della coupé Monaro, da essa derivata), elogiando lo strepitoso handling della vettura.

Ecco qualche link, per apprezzare in pieno queste vetture:

Commodore VT:

Vicki Butler-Henderson testa la Commodore VT HSV GTS-R:

https://www.youtube.com/watch?v=N2FZuP-NvlE

Richard Hammond effettua un test comparativo della BMW M5 e della Commodore VT HSV GTS-R: https://www.youtube.com/watch?v=9OUS9iS2foQ

Tiff Needell testa la Holden VXR Monaro:

https://www.youtube.com/watch?v=YG5PX587ydw

 

Commodore VE:

Jeremy Clarkson testa la Commodore VE VXR-8:

https://www.youtube.com/watch?v=G46D1yimX2Y

Richard Hammond testa la Commodore VE VXR-8 Bathurst S:

https://www.youtube.com/watch?v=KWcKfwf1aYw

Vicki Butler-Henderson testa la Commodore VE VXR-8:

https://www.youtube.com/watch?v=MiW8QHq0yUI

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