Epic fails

Mercedes Vaneo

Le vane speranze di una monovolume creata invano

Alla fine degli anni ’90, la Mercedes-Benz attraversa un periodo difficile. I fasti degli anni ’80, con le mitiche berline disegnate dalla felice matita di Bruno Sacco e la loro fama di qualità ed affidabilità, sembrano un lontano ricordo. La diffusione dell’elettronica sui nuovi modelli crea non pochi grattacapi alla casa di Stoccarda, che sembra non essere all’altezza della propria fama.

Il problematico lancio della prima Classe A

Nel 1997, la presentazione della rivoluzionaria Classe A, prima autovettura a trazione anteriore della casa, prima monovolume, prima con telaio a sandwich, è inizialmente un successo. Poi, la rivista di auto svedese Teknikens Värld sottopone la vettura al “test dell’alce”, una manovra di evitamento usata per valutare la stabilità delle auto, e la Classe A non lo supera, ribaltandosi: una figuraccia planetaria.

Mercedes reagisce rivedendo la taratura delle sospensioni e adottando di serie l’ESP su tutta la gamma. L’adeguamento coinvolge anche tutte le vetture appena consegnate.

La piccola di casa, così equipaggiata, non ha più paura degli alci e gli ordini arrivano a palate. 

Le origini e le caratteristiche della Vaneo

La Classe A costituisce la base tecnica della vettura oggetto di questo articolo, la Vaneo.

Parallelamente allo sviluppo della prima Classe A, infatti, Mercedes prevede una seconda versione dello stesso pianale, con passo allungato: nelle intenzioni della casa dovrebbe fare da base per una monovolume più capiente, in grado di attrarre una clientela più trasversale.

È così che, al salone di Francoforte del settembre 2001, viene presentata al pubblico la monovolume Vaneo.

Rispetto alla sorella minore, la Vaneo ne mantiene la larghezza, ma è molto più lunga (4,2 metri contro 3,6), e più alta (1,8 metri contro 1,6).

L’incremento in lunghezza consente ai progettisti di offrire come optional una terza fila da 2 sedili nel retro, portando a 7 posti la capienza complessiva. Per aumentare la versatilità della vettura (che viene proposta anche come veicolo commerciale), le porte posteriori sono scorrevoli, i sedili posteriori possono essere abbattuti per aumentare la capacità di carico fino a 3 metri cubi, e il bagagliaio presenta un pratico ripiano scorrevole per facilitare lo stivaggio di oggetti pesanti.

Il flop

Sul mercato italiano la monovolume arriva nel 2002, e viene proposta con due alternative a benzina (1.6 da 102 cv e 1.9 da 125 cv) e una a gasolio (1.7 da 91 cv).

Come da tradizione Mercedes, la lista degli optional è piuttosto articolata, e i prezzi riflettono il posizionamento premium del marchio.

La campagna di lancio si discosta, invece, dai tradizionali canoni Mercedes, puntando sulle doti di versatilità e di capienza della vettura, e strizzando per questo un occhio alle famiglie con bambini e ai piccoli commercianti.

L’accoglienza riservata dal pubblico (non solo quello italiano) alla Vaneo si dimostra subito abbastanza tiepida.

Il problema non è tanto il posizionamento di prezzo (la Vaneo è più cara della concorrenza, ma anche la Classe A è costosa, eppure incontra un grande successo), quanto piuttosto il posizionamento di prodotto.

La Vaneo vuole rivolgersi ad un pubblico che bada al sodo ed è attento al rapporto prezzo-dotazioni, e per questo non riesce ad imporsi né presso le famiglie (che le preferiscono le rivali Fiat Doblò, Citroen Berlingo e Renault Kangoo) né presso gli utenti commerciali (che optano anch’essi per veicoli più economici). Per di più, la clientela che desidera una Classe A più spaziosa ha a disposizione, dal 2001, la versione a passo lungo della piccola Mercedes, che con i suoi 3,8 metri costituisce un’alternativa più chic alla Vaneo.

Per finire, la Vaneo sconta finiture interne inferiori agli standard della casa e uno stile tutt’altro che aggraziato. Anziché dare alla vettura un aspetto del tutto nuovo, i designer Mercedes decidono – improvvidamente – di partire dal disegno della Classe A, mantenendone frontale e ruote ma alzando il padiglione. Il risultato è un corpo vettura goffo, esageratamente alto, che contrasta con le dimensioni abbastanza piccole delle ruote.

Il verdetto del mercato è inappellabile: nel 2004, le Vaneo vendute a livello globale sono 12.000, meno della metà del target prefissato.

Saggiamente, Mercedes decide di interrompere la produzione nel febbraio 2005, convertendo le linee di montaggio per incrementare i volumi di produzione del furgone Sprinter, che invece è un best-seller.

L’eredità della Vaneo

Intanto, il testimone delle monovolume Mercedes passa, nel 2005, alla seconda serie della Classe A e alla nuova Classe B.

La Vaneo rimane di fatto senza eredi fino al 2012, quando Mercedes presenta la multispazio Citan. La vettura, frutto della joint-venture con il gruppo Renault, è di fatto una Kangoo più accessoriata, e come la cugina è disponibile sia in versione trasporto passeggeri che furgonata. Ma il target di mercato cui si rivolge il Citan è decisamente commerciale, tanto che la vettura non compare nel listino delle vetture Mercedes.

Poche superstiti

Oggi le Vaneo superstiti si contano davvero sulle dita di una mano. Gli esemplari in vendita su Autoscout sono meno di una ventina, con un prezzo medio inferiore ai 3.000 Euro.

Per fare un paragone, le Classe A prima serie disponibili online sono più di 350.

E tu, hai mai incontrato una Vaneo?

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