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Ford Mustang – parte II

Dalla crisi degli anni Settanta a successo internazionale

Come ti raccontavo nella puntata precedente (per leggere la prima puntata, clicca qui), nel 1973 si chiude l’epoca della prima Ford Mustang.

Il modello in arrivo nel 1974 è completamente diverso, nella meccanica ma soprattutto nella filosofia.

Dal 1974 al 1978: l’epoca del downsizing

Gli Stati Uniti subiscono l’embargo petrolifero, deliberato dall’OPEC durante la Guerra del Kippur, fino al gennaio 1975, e questo ha un profondo impatto sulle abitudini e sulle scelte dei consumatori, accentuando la tendenza già in atto verso vetture più compatte ed economiche.

In casa Ford, il successo commerciale della nuova compatta Maverick convince Lee Iacocca a varare lo sviluppo della nuova Mustang sul pianale della Ford Pinto, allora la vettura più piccola nel listino Ford USA.

Presentata al pubblico nel 1974, la nuova Mustang è lunga 4,4 metri e monta per la prima volta un motore a 4 cilindri, il 2.3 litri da 85 cavalli preso in prestito dalla Ford europea. Scompare il 6 cilindri in linea perché non entra nel vano motore, e al suo posto arriva un V6 2.6 da 105 cv. La vettura è disponibile come coupé a 2 o 3 porte, ma non c’è più la cabriolet.

Il successo della nuova versione è travolgente: vince il titolo di Auto dell’Anno assegnato dalla rivista Motor Trend e le vendite si attestano, nel primo anno, a 400.000 unità.

Nel 1975 torna sotto il cofano un motore V8, da 5.0 litri da 122 cv (poi 140). Ma per quanto la vettura sia considerevolmente più leggera di una volta, le performance non sono più le stesse di prima. Sopravvivono – è vero – le versioni Cobra, ma si tratta soltanto di kit estetici. Per questo motivo, questa serie è oggi la meno ricercata dai collezionisti, ma il successo commerciale ottenuto all’epoca dimostra che si trattava della vettura giusta al momento giusto. 

Dal 1979 al 1993: la rinascita

A fine anni ’70, il progetto della nuova Mustang prende le mosse da un briefing iniziale sostanzialmente simile al precedente: utilizzare un pianale condiviso con una compatta di casa Ford, contenere dimensioni e peso, rientrare nelle nuove e più severe normative su sicurezza e inquinamento.

Presentata al pubblico nel 1979, la nuova generazione si basa sul nuovo pianale Fox, già in uso sulla Fairmont. La lunghezza rimane entro i 4,5 metri, ma soprattutto la nuova carrozzeria è più leggera, capiente ed aerodinamica. Oltre alle coupé a 2 e 3 porte, torna ad essere disponibile una cabrio.

La nuova vettura eredita, inizialmente, i motori a 4, 6 e 8 cilindri della serie precedente, ma tiene presto a battesimo alcune interessanti novità tecnologiche. Il 4 cilindri 2.3 viene infatti equipaggiato prima con il turbo, poi con l’iniezione elettronica e infine elaborato dalla SVO (una divisione interna della Ford per i veicoli ad alte prestazioni). La potenza erogata arriva fino a 205cv, la stessa del V8 5.0 litri.

Nel 1987, a quasi dieci anni dal debutto di questa generazione, un leggero restyling rende la vettura ancora più aerodinamica. Tutti i motori sono ora ad iniezione elettronica.

Nel 1993, un’ultima versione segna l’uscita di produzione di questa longeva serie: è la Cobra, dotata del V8 5.0 da 235 cv. E’ il ritorno definitivo della Mustang nel settore delle vetture ad elevate prestazioni.

Dal 1994 al 2004: tornano i muscoli

La Mustang di IV generazione si basa, come la precedente, sulla piattaforma Fox: nessuna novità di rilievo dal punto di vista telaistico, quindi, ma l’aspetto generale è completamente diverso, con forme più arrotondate e sportive. Più importanti le novità sotto il cofano: uscito di scena il 4 cilindri, ora la motorizzazione base è un V6 3.8 litri da 150 cv, che rimarrà disponibile per tutto l’arco di produzione, arrivando a quota 194 cv.

L’offerta dei motori V8 è la vera novità di questa serie, perché nel 1996 entra in scena il nuovo 4.6 litri, disponibile sia con testate monoalbero a 2 valvole per cilindro (220 cv), sia bialbero a quattro valvole per cilindro (310 cv). A supporto delle maggiori prestazioni disponibili, arrivano di serie i freni a disco sulle quattro ruote e come optional il sistema ABS.

Nel 1999 la vettura è sottoposta ad un restyling abbastanza forte, che interessa il frontale, la coda e in misura minore le fiancate. L’aspetto è ora decisamente più aggressivo, così come le motorizzazioni: i V8 erogano 270 e 330 cv.

Le versioni Cobra tengono a battesimo le sospensioni posteriori a ruote indipendenti, una novità per la vettura, che fino ad allora aveva sempre usato un assale rigido al retrotreno.

Nel 2000 arriva la Cobra R con il V8 5.4 litri da oltre 390 cv: con i suoi 270 km/h di velocità massima, è all’epoca la Mustang più veloce di sempre. La Mach 1 propone il V8 32 valvole da 310 cv, con una configurazione meno estrema rispetto alle Cobra.

Dal 2005 al 2014: potenza brutale

Dopo oltre 25 anni dalla sua introduzione, la piattaforma Fox viene accantonata per la quinta generazione della Mustang, che riparte da zero su un pianale dedicato, completamente nuovo.

Artefice del design di questa generazione è J Mays (J è il nome, non un’abbreviazione), che regala alla vettura una riuscitissima interpretazione moderna delle linee della prima serie.  Della parte tecnica si occupa, invece, l’ingegner Chris Theodore, che decide di allungare il passo della vettura arretrando il propulsore e spostando indietro l’abitacolo. La nuova Mustang ottiene così una ottimale distribuzione dei pesi tra avantreno e retrotreno, mentre esteticamente risulta molto più aggraziata della progenitrice.

Nuovi anche i motori: un V6 4.0 da 215 cv e un V8 4.6 da oltre 300 cv. Quest’ultimo si basa sul precedente V8 con testate monoalbero, ma adotta una originale distribuzione a 3 valvole per cilindro.

È ancora Carroll Shelby a firmare una versione ipermuscolosa, la GT500 da 500 cv, che monta il motore della coeva Ford GT. Sul tracciato del Virginia International Raceway, la GT500 stacca un tempo sul giro migliore della BMW M5 e vicino alla Porsche 911 Turbo.

Nel 2008, la GT500 viene ulteriormente elaborata, dando vita alla GT500KR da oltre 550 cv. La potenza è talmente elevata, che la Goodyear sviluppa un treno di pneumatici dedicato per la vettura.

A quelli che ancora non si accontentano, Carroll Shelby offre la possibilità di una ulteriore elaborazione, presso la sede della sua officina a Las Vegas: la GT500 Super Snake sviluppa oltre 600 cv.

Nel 2010 un restyling rende le linee della vettura più pulite, ma ancora una volta le novità maggiori sono nei motori. Alla base c’è ora un V6 a quattro valvole per cilindro da oltre 300 cv, mentre il vecchio V8 è sostituito da una nuova unità 5.0 litri a quattro valvole per cilindro, da oltre 400 cv.

In cima alla gamma ci sono ora la rinnovata Boss 302, con il nuovo V8 portato a 450 cv, e la GT500, che monta il vecchio 5.4 litri ora a quota 560 cv. Nel frattempo, assetto, sospensioni, pneumatici vengono tutti rivisti per assecondare i nuovi livelli di potenza, da vera supercar.

Nel 2013, la GT500 ha cilindrata maggiorata a 5.8 litri, per oltre 660 cv di potenza massima: farà da base per la mostruosa GT500 Super Snake da 850 cv, e per la cosmologica “1000 S/C” da oltre 1.000 cv.

Dal 2015 ad oggi: potenza e controllo

La sesta serie della Mustang è quella che si distanzia maggiormente dalla precedenti. La parte telaistica subisce una profonda rivisitazione adottando, per la prima volta di serie su tutte le versioni, un raffinato schema multilink alle sospensioni posteriori, mentre la scocca guadagna rigidità torsionale e si fa più leggera.

Migliora anche la distribuzione dei pesi, mentre a muovere la vettura torna nuovamente un 4 cilindri, il 2.3 Turbo Ecoboost: con i suoi 310 cv, è altrettanto potente del V8 di dieci anni prima. Anche il V8 si aggiorna, ovviamente, offrendo oltre 430 cv.

Ma questa Mustang è interessante anche per altri motivi: cresce la qualità dei materiali e degli assemblaggi, mentre la dotazione elettronica e tecnologica si fa di prim’ordine: differenziale a slittamento limitato, cruise control adattivo, comandi vocali, servosterzo elettrico con 4 tarature, possibilità di vari settaggi per motore e controlli di stabilità.

Non manca la versione Shelby, la GT350, che in questa declinazione monta un V8 5.2 da 530 cv. La grinta non manca, ma la differenza rispetto alla serie precedente è che qui il focus non è più soltanto sulla potenza pura, ma sul comportamento stradale. Le sospensioni, ad esempio, sono dotate della tecnologia MagneRide, sviluppata dalla Delphi: gli ammortizzatori sono riempiti con un fluido magnetoreologico, che contiene microscopiche parti metalliche. La centralina di controllo del sistema analizza parametri come velocità, angolo di sterzo, aderenza, ecc. e genera un campo magnetico negli ammortizzatori. Le particelle metalliche in sospensione, sottoposte al campo magnetico, modificano la viscosità del fluido, irrigidendo in misura variabile la risposta degli ammortizzatori. La regolazione istantanea, e separata per ogni ruota, della rigidità del molleggio consente una tenuta di strada proverbiale.

La nuova Mustang non ha nulla da invidiare a concorrenti ben più blasonate, e per questo la Ford decide di inserirla ufficialmente, per la prima volta, anche nei listini europei.

Ad inizio 2018 la sesta generazione beneficia di un lieve restyling, concentrato sulla parte frontale. Il vecchio cambio automatico a 6 rapporti è sostituito da un nuovissimo cambio a 10 marce, che Ford ha sviluppato insieme a General Motors. La strumentazione diventa completamente digitale, e a bordo è installato il nuovo sistema multimediale Sync 3 con display da 8 pollici; sul fronte degli ADAS c’è il lane assist attivo.

L’attenzione del modello attuale all’elettronica e all’handling non significa, però, che la la ricerca della pura potenza pura sia stata abbandonata. A chi non si accontenta, Shelby dedica la sua Super Snake 5.0 V8 sovralimentata da 811 cv.

Mettersi al volante di una Mustang, in Italia

Il listino attuale per la coupé va dai 41.000 Euro della 2.3 manuale da 290 cv ai 49.000 della 5.0 automatica da 450 cv. La convertibile ha prezzi compresi tra i 45.500 e i 53.500 Euro. Le versioni Shelby non sono attualmente importate in Italia.

Se già sogni di metterti al volante di questa purosangue a stelle e strisce, ti interesserà sapere che la disponibilità sul mercato italiano di esemplari usati dell’ultima serie, introdotta 3 anni fa, è abbastanza buona.

E tu, quale Mustang preferisci?

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